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Il solare termico info utili...

Che cosa sono i tubi sottovuoto? Un tubo sottovuoto è costituito da due cilindri coassiali fatti in vetro borosilicato, che presenta un’elevata resistenza chimica, fisica (testati per l'impatto di chicchi di grandine fino a 25 mm di diametro) e agli shock termici. La superficie esterna del cilindro interno è rivestita con uno strato di materiale fotoselettivo (Al-N/Al), caratterizzato da una percentuale di assorbimento della radiazione solare quasi totale. Il cilindro interno è chiuso ad un’estremità ed è sigillato dall’altra a quello esterno. Nell’intercapedine anulare tra i due cilindri è creato il vuoto per eliminare le dispersioni termiche per convezione e conduzione. Per mantenere il vuoto tra i due vetri, durante la produzione, un anello di bario è esposto ad alte temperature che causano nel fondo del tubo una deposizione di uno strato puro di bario, importantissimo per il funzionamento del tubo perché assorbe tutte le particelle d'acqua, d'anidride carbonica, di ossido di carbonio, di azoto, d'ossigeno e d'idrogeno (CO, CO2, N2, O2, H2O, H2). Il colore argentato dello strato di bario indica la permanenza del vuoto; la comparsa di un alone bianco sul fondo indica la perdita del vuoto. Ci sono due tipi di collettori solari a tubi sottovuoto, uno con Heat-Pipe al suo interno e uno senza, descritti in seguito.

Che cosa sono i tubi sottovuoto a Heat-Pipe? Per Heat-Pipe si intende un cilindro cavo di metallo termoconduttore, solitamente in rame, collocato dentro il tubo sottovuoto, al cui interno si trova un fluido non tossico. Il funzionamento si basa sul trasferimento di calore tramite l’evaporazione e condensazione del fluido. La fase liquida del fluido è normalmente presente nella parte inferiore del cilindro ed evapora a bassa temperatura prendendo calore dal collettore. Il vapore che si genera giunge nella testa del Heat Pipe, in alto, dove condensa cedendo il calore latente di condensazione al fluido che scorre nel collettore o direttamente all’acqua, a seconda della tipologia di pannello. Il liquido condensato ritorna nella parte inferiore per ripetere il ciclo. La peculiarità di questo sistema è che il fluido interno vaporizza già a basse temperature, rendendo ottimale l’assorbimento e la trasmissione di calore.

Pannelli a tubi sottovuoto In questo sistema, dentro ai tubi sottovuoto circola l'acqua sanitaria da riscaldare. Essi sono collegati direttamente al serbatoio isolato termicamente, tramite una guarnizione di silicone, dove si accumula l'acqua riscaldata e dove arriva quella fredda proveniente dalla rete idrica. Nella sommità di detto serbatoio è posto un barilotto che ha una triplice funzione: smorzare la pressione dell’acqua in ingresso dalla rete, permettere l’uscita sia dell’aria man mano che il serbatoio si riempie, sia del vapore acqueo dovuto ad un eventuale surriscaldamento, e infine chiudere l’ingresso d’acqua dall’acquedotto tramite un sistema meccanico a galleggiante quando il serbatoio è pieno. Lateralmente si trova un altro sfiato, di sicurezza, che entra in funzione qualora ci sia un surriscaldamento dell'acqua, in modo che il vapore possa uscire senza creare sovrappressioni all'interno del serbatoio..Da notare che questo sistema è a circolazione naturale, per cui all'uscita dell'acqua calda, che si trova nella parte inferiore del serbatoio, può essere collegata un'autoclave dotata di miscelatore per ripristinare la pressione e regolare la temperatura. Se invece il serbatoio è posizionato abbastanza in alto rispetto all’utenza, la pressione si creerà per caduta naturale (10 mt in altezza = 1 atm di pressione).

Pannelli a tubi sottovuoto Heat-Pipe con serbatoio In questo caso l’acqua non circola nei tubi sottovuoto ma è contenuta nel serbatoio. Le teste degli Heat-Pipe si inseriscono negli appositi alloggiamenti in rame che si trovano all’interno del serbatoio entrando in contatto con essi, riscaldandoli e trasferendo successivamente il calore all’acqua. L'uscita verso l'impianto dell'utenza, posta nella parte inferiore, è dotata di una cannuccia interna che preleva l'acqua calda dalla parte in alto del serbatoio, poiché essendo meno densa essa tende a salire. Sempre nella parte inferiore del serbatoio si trova l'attacco d’entrata dell'acquedotto, al cui interno vi è una cannuccia forata lateralmente che permette all'acqua fredda di miscelarsi in modo ottimale con l'acqua calda accumulata. Nella parte superiore del serbatoio è predisposta una valvola di sicurezza combinata che entra in funzione quando la pressione interna del serbatoio aumenta, dovuto a possibili surriscaldamenti, oppure quando la temperatura dell’acqua accumulata oltrepassa un certo valore di taratura. Questo sistema può essere collegato direttamente alla mandata dell'acqua calda sanitaria dell'utenza oppure alla mandata dell'acqua fredda di un'eventuale caldaia (elettrica o a gas) preesistente. Essendo pressurizzato, la pressione in uscita dal serbatoio sarà la stessa di quella in entrata dalla rete idrica.

Pannelli a sottovuoto Heat-Pipe con serbatoio separato. (Certificato EN 12975-2) In questo sistema, le teste degli Heat-Pipe si inseriscono negli appositi alloggiamenti in rame che si trovano all’interno del collettore, contenente glicole, posto nella parte superiore del pannello. Il glicole caldo trasmette il calore all'acqua del serbatoio tramite una serpentina posta al suo interno e, raffreddandosi, torna verso il collettore. Il sistema è regolato da una centralina elettronica programmabile che avvia l'elettropompa se la temperatura del glicole nel collettore è maggiore di quella nel ritorno dal serbatoio, facendolo circolare per portare calore all'acqua. Questa soluzione si adatta particolarmente bene al sistema di riscaldamento a pavimento radiante. Il pannello è certificato EN 12975-2 perciò è possibile richiedere la detrazione fiscale del 55% in tre anni sulla dichiarazione dei redditi.

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Detrazione fiscale per i pannelli solari certificati

Detrazione fiscale per i pannelli solari soltanto se certificati. Il chiarimento e' arrivato dall'Agenzia delle Entrate, la detrazione Irpef del 55 per cento prevista per l'installazione dei pannelli solari spetta soltanto se i pannelli hanno la certificazione Uni 12975 e sono garantiti per 10 anni. Nella nota l'Agenzia delle Entrate spiega che in caso di autoproduzione e' necessaria una certificazione di qualita'  rilasciata da un laboratorio accreditato e la partecipazione a un corso specifico da parte del contribuente beneficiario. Viene inoltre ribadita l'obbligatorieta'  dell'attestato di certificazione o di riqualificazione energetica dell'edificio e che i 60 giorni per inviare la comunicazione di fine lavoro all'Enea decorrono dal giorno del collaudo dell'impianto solare.

Guida al solare termico e agli incentivi


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